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ĀYURVEDA, LE ORIGINI

COS'E' L'AYURVEDA ED ALCUNI ACCENNI

COS'E' L'AYURVEDA ED ALCUNI ACCENNI - AYURVEDIC LIFE

“Poiché nei tempi più antichi l’Ᾱyurveda è stato concepito ed insegnato da alcuni saggi, certi studiosi sostengono che l’Ᾱyurveda ha un inizio. In effetti non è così, non si conosce un periodo in cui l’Ᾱyurveda non fosse esistente e dopo il quale venne alla luce. Come il calore del fuoco e la liquidità dell’acqua, L’Ᾱyurveda o scienza della vita è cosa innata e per esistere non ha bisogno di alcuno sforzo da parte degli umani.”

 (Caraka S. Sū – XXX, 27)

 

"Molti mi chiedono: che cosa è l'Āyurveda?
Molto semplicemente rispondo: l'Āyurveda è una Medicina Naturale ed Integrativa, ma non solo. Questa è un vero e proprio stile di vita, che impone delle regole semplici o complesse.
Queste regole però hanno un kālá (tempo) fisiologico e dei ritmi armonici precisi e ben strutturati, come uno strumento perfettamente accordato che emana una melodia unica ed individuale.
L'Āyurveda ci dona tutti i mezzi di prevenzione e di cura: non solo con l'alimentazione, i farmaci ayurvedici ed uno sano stile di vita ma anche facendo dei trattamenti o massaggi in prevenzione o come cura (esclusivamente su prescrizione medica).
Questa Antichissima Scienza è stata appresa dai grandi ṛṣi (saggi) meditando ed osservando minuziosamente la natura in tutte le sue forme e colori." - 
Michela, Terapista Āyurveda


 

APPROFONDIMENTO

L’Āyurveda non ha kāla (tempo), non ha memoria, essa è saggezza, storia, scienza, arte, filosofia e vita, è tutto ciò che ci permette di mantenere in buona salute i nostri dāthu (tessuti), i nostri organi di senso (pañca jñānendriyia), di ritrovare la nostra costituzione (prakṛti), la nostra manas (mente), la nostra anima (puruṣa) e il nostro senso dell’Io (ahaṃkāra).
L’Ᾱyurveda si prefissa quattro scopi fondamentali: prevenire la malattia, curare la malattia, mantenere la salute e promuovere la longevità.
Questa antichissima Medicina indiana ha origine in un luogo dove il tempo e lo spazio a volte sembra si siano fermati, in una terra ricca di elementi, Ᾱkāśa (etere), Vāyu (aria), Tejas (fuoco), Jala (acqua) e Pṛthvī (terra), gli stessi che compongono ogni essere in questo universo. In un luogo dove la vita è un passaggio e la morte è la via per la liberazione, dove il giorno trova equilibrio nella notte e il freddo delle montagne abbraccia il caldo delle spiagge, ecco proprio qui ha origine l’antichissima Scienza della Longevità nell’eterna India.
Il termine Ᾱyurveda deriva dal sanscrito, l’antica lingua indiana, ed è composto da due semplici parole āyus “vita” e veda “conoscenza”, quindi conoscenza della vita o scienza della vita.
La parola Āyurveda come abbiamo visto racchiude in sé due parole, ma la chiave di partenza di questa tesi è la parola Veda, la “Conoscenza”.
Questa conoscenza anticamente veniva tramandata oralmente, non c’erano libri, penne o calamai, quindi ogni allievo per poter apprendere nel migliore dei modi doveva essere ben preparato, non solo mentalmente, ma anche fisicamente.
La conoscenza di fatto si acquisisce attraverso la mediazione dei pañca jñānendriyia (cinque organi di senso), che sono śrotra (orecchie), tvac (la cute), cakṣu (occhi), jihva (lingua), e ghrāṇa (naso) ed attraverso Manas (Mente).
Questi organi di senso dovrebbero sempre essere mantenuti in un buono stato, in caso contrario tutto ciò che viene immagazzinato genera un errore che, a sua volta causerà un squilibrio dando vita in casi specifici, alle manas roga (malattie della mente). Questa manas roga accresce nella mente delle determinate qualità (guṇa) e che sono: śīta (il freddo), guru (la pesantezza “dei pensieri”), manda (la lentezza), rūkṣa (secchezza) e sara (mobilità “troppo movimento”).
Queste qualità, accrescono inevitabilmente il doṣa vāta (l’impurità dell’aria).
Vāta è il principio che governa il movimento, controlla la respirazione, la circolazione, l’escrezione, il sistema nervoso e la “psiche” ed è costituito dagli elementi ākāśa (etere) e vāyu (aria).
Questo vāta per essere ristabilito, deve essere sottoposto a delle terapie mirate che a volte puntano al riordino (śamana), che tolgono e riportano ad una giusta direzione (ṣodana) e che nutrono ed accrescono (bṛṃhaṇa).
Per poter riorganizzare questa mente disorganizzata e piena di vāyu (aria in movimento) però, dobbiamo inserire all’interno del nostro corpo anche tutta una serie di preparati, “farmaci ayurvedici” composti da dravya (sostanze) che avranno delle qualità opposte rispetto a quelle che predominano nella mente. Di fatto queste dravya apporteranno nutrimento e accresceranno la vitalità.
In casi specifici il principio di cura che viene utilizzato è Viśeṣa, ovvero “gli opposti si compensano e si curano a vicenda”.


Prima che inziate il vosto viaggio interattivo in questo sito, farò anche un piccolo accenno in merito a “Manas”, la Mente.
Manas deriva dalla parola √man “pensare” e significa organo di pensiero, a proposito Caraka scrive questo verso: “La mente è al di là dei sensi ed è appellata sattva, “essenza”. Certuni la chiamano Cetas, “coscienza”, la sua attività dipende dalla presenza degli oggetti dei sensi e del sé e quest’attività è l’origine del funzionamento dei sensi” (Caraka Saṃhitā, Sūtrasthāna, cap. XIII, 4).
La mente in un uomo appare non essere sola, in quanto viene influenzata costantemente da tre guṇa, chiamati sattva, rajas e tamas, la predominanza di uno o di un altro di tali attributi, genera differenti predisposizioni psichiche, il dott. V.B. Dash nei libri, “Fondamenti di medicina ayurvedica e Manuale di ayurveda” elenca tutta una serie di qualità che li caratterizzano, e che sono:
Sattva predomina nelle persone prive di difetti, dotate di buoni auspici, coscienza e purezza, tipi che hanno la capacità di discriminazione, conoscenza materiale e spirituale, capacità di esposizione, risposta e memoria, disposizione favorevole verso tutte le creature, eccellenza intellettuale ed eloquenza, coraggio, forza e splendore, libertà dall’attaccamento, invidia, odio ed ignoranza, mostrano rabbia e piacere al momento giusto e purezza;
Rajas ha una predisposizione all’ira, predomina nelle persone che provano audacia, crudeltà, invidia, aspetto terrificante e spietatezza, indulgenza nell’autoesaltazione, intolleranza, ira costante, violenza, crudeltà, ingordigia, sonno eccessivo, disprezzo per la pulizia, codardia e disposizione a terrorizzare, nelle persone, con coraggio quando è adirato, reazioni immediate, indolenza eccessiva, eccessiva predisposizione al dolore del carattere e nei passatempo, in soggetti che compiono azioni senza discriminazione, eccessiva avidità e inazione, quando c’è instabilità;
Tamas ha una predisposizione all’ignoranza, predomina nelle persone con atteggiamento detestabile nel comportamento e nelle abitudini alimentari e deficienza di tutte le facoltà intellettive.
Possiamo infine dire che, per risvegliare la consapevolezza e la competenza dei cinque sensi, dobbiamo riattivare il nostro rapporto con i guṇa attraverso un Processo Percettivo più profondo, che ci permetterà anche di riscoprire la nostra “Ātman” (anima individuale).

Il contenuto di questo scritto non può essere riprodotto con nessun mezzo e in nessuna forma senza il preventivo consenso dell'autore.

Corso Terapista Āyurveda, Testi - La depressione Post Partum secondo la visione dell'Āyurveda, 2017, Michela Ciampana